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Rolex Swan Cup 2026, una flotta record attraversa 60 anni di Swan

Circa 150 Swan attesi in mare dopo oltre 160 iscrizioni, per una Rolex Swan Cup che riunisce a Porto Cervo sessant’anni di storia del cantiere

Rolex Swan Cup 2026, una flotta record attraversa 60 anni di Swan

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A Porto Cervo la Rolex Swan Cup 2026 riunisce una flotta record e celebra i 60 anni di Nautor Swan, dalle barche storiche ai Maxi più recenti

Sessant’anni di storia non resteranno raccolti in un museo. A Porto Cervo torneranno in mare. La Rolex Swan Cup 2026 offrirà dal 14 al 19 settembre un’immagine difficilmente replicabile altrove: generazioni molto diverse di Nautor Swan riunite nelle stesse acque della Costa Smeralda, proprio nell’anno in cui il cantiere finlandese celebra il suo sessantesimo anniversario.

Una flotta mai così numerosa

Le iscrizioni hanno superato quota 160 yacht, un record per la manifestazione. A ridosso dell’evento, Rolex indica una flotta di circa 150 imbarcazioni effettivamente attese a Porto Cervo, con dimensioni comprese tra i 30 piedi, circa 9 metri, e i 128 piedi, circa 39 metri. Numeri che raccontano non soltanto il successo della 23ª edizione, ma soprattutto quanto sia diventata ampia e trasversale la comunità costruita intorno al marchio Swan.

Non sarà infatti una flotta omogenea. Accanto ai moderni one-design da regata navigheranno performance cruiser, Maxi e yacht appartenenti ai primi decenni della storia del cantiere. Più che una semplice concentrazione di barche dello stesso costruttore, Porto Cervo diventerà così una sorta di linea del tempo in movimento.

Tarantella, là dove tutto ebbe inizio

All’estremità più lontana di questa storia c’è Tarantella, Swan 36-001. È il primo Swan costruito dal cantiere fondato da Pekka Koskenkylä nel 1966 e la sua presenza assume quest’anno un significato particolare. Dopo un accurato restauro, il 36 piedi torna a navigare accanto a barche nate molti decenni più tardi, creando un collegamento concreto tra l’origine di Nautor Swan e ciò che il marchio rappresenta oggi.

Non serve quindi ricostruire sessant’anni attraverso una successione di date. Basta osservare Tarantella in acqua insieme alle generazioni successive per leggere quanto siano cambiati dimensioni, materiali, appendici, sistemi di bordo e modo stesso di intendere una barca a vela, pur mantenendo riconoscibile una certa idea di eleganza legata alla navigazione.

Dai classici ai Maxi contemporanei

Sul lato opposto della flotta si trovano yacht come gli Swan 128 e le nuove generazioni di Maxi Swan. Tra 9 e 39 metri cambia quasi tutto: volumi, tecnologia, prestazioni e complessità progettuale. Proprio questa distanza rende l’edizione 2026 interessante anche oltre il risultato sportivo.

Una Rolex Swan Cup con barche appartenenti a periodi così differenti permette di osservare l’evoluzione dello yachting attraverso un unico cantiere. Le esigenze della crociera sono cambiate, la ricerca delle prestazioni è diventata più sofisticata e le dimensioni sono cresciute, mentre carbonio, sistemi elettronici e nuove soluzioni energetiche hanno progressivamente ampliato ciò che è possibile realizzare a bordo.

Legacy, Spirit e Racing nello stesso Mediterraneo

La varietà della flotta trova spazio nelle differenti anime dell’universo Swan. Le imbarcazioni storiche, gli yacht dedicati alla crociera e le classi più orientate alla competizione arrivano a Porto Cervo con modi diversi di vivere la vela, ma condividono lo stesso mare e la stessa settimana.

È forse questo uno degli aspetti più interessanti della Rolex Swan Cup. Un armatore può arrivare in Sardegna per misurarsi sul campo di regata, un altro per ritrovare la comunità Swan, un altro ancora per partecipare con una barca che porta con sé decenni di storia. La competizione rimane centrale, ma non è l’unico elemento capace di dare identità all’evento.

Porto Cervo come punto d’incontro

Dal 1980 la Swan Cup ritorna periodicamente allo Yacht Club Costa Smeralda, e Porto Cervo è diventato nel tempo qualcosa di più di una semplice sede. Le condizioni di navigazione della Sardegna nord-orientale, le isole e i passaggi dell’Arcipelago di La Maddalena offrono un terreno particolarmente adatto a una flotta composta da barche tanto differenti.

A terra, invece, si ritrova quella componente sociale che accompagna da sempre la manifestazione. Armatori ed equipaggi che in mare competono tra loro tornano a incontrarsi al termine delle regate, creando un equilibrio tra agonismo e appartenenza che aiuta a spiegare perché l’evento sia cresciuto fino alle dimensioni raggiunte nel 2026.

Sessant’anni che continuano a navigare

Il record di iscrizioni arriva in un momento particolare per Nautor Swan. Fondato in Finlandia nel 1966 e oggi parte del gruppo Sanlorenzo, il cantiere attraversa il proprio sessantesimo anniversario continuando a sviluppare yacht da crociera, Maxi e modelli dedicati alla competizione.

La Rolex Swan Cup 2026 diventa così meno simile a una celebrazione statica e più vicina a un ritratto collettivo. Tarantella non è esposta su un piedistallo e i modelli più recenti non sono presentati in un salone: sono tutti nello stesso mare.

Dal primo Swan 36 agli yacht di 128 piedi, Porto Cervo riunirà per alcuni giorni passato e presente del cantiere. Ed è probabilmente questa la fotografia più efficace dei suoi sessant’anni: non una storia conclusa da ricordare, ma una storia che continua a navigare.

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08 Settembre 2026
© Redazione Y-MAG
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