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Beneteau First 30, il piacere di planare torna semplice

Leggero, veloce e disponibile con due configurazioni di pozzetto, il nuovo First 30 cerca un punto d’incontro tra crociera e piacere della vela sportiva

Beneteau First 30, il piacere di planare torna semplice

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Beneteau First 30 porta la planata in una barca di 9,35 metri pensata per unire prestazioni, semplicità di conduzione e comfort da vera crociera

Il Beneteau First 30 pesa poco più di tre tonnellate, misura 9,35 metri e nasce con un obiettivo preciso: rendere più semplice provare quella sensazione particolare che arriva quando una barca a vela accelera, esce dalla sua normale andatura dislocante e comincia a planare.

Beneteau definisce il progetto un planing cruiser. Una formula interessante perché mette insieme due concetti che non sempre convivono facilmente: da una parte una barca veloce e divertente da condurre, dall’altra un piccolo cruiser con cabine, cucina, bagno e tutto ciò che serve per trascorrere qualche giorno a bordo.

Non è quindi una barca da regata alla quale è stato aggiunto qualche comfort. E neppure un cruiser tradizionale al quale si chiede occasionalmente di andare più forte. L’idea è far convivere entrambe le personalità.

Quando la velocità diventa divertimento

Il progetto navale è firmato da Samuel Manuard, mentre il design è di Lorenzo Argento. Pure Design & Engineering si è occupata della progettazione strutturale, SITO degli interni e lo sviluppo ha coinvolto Beneteau insieme a Seascape.

Il punto di partenza è una carena moderna, relativamente leggera, progettata per permettere alla barca di accelerare e raggiungere più facilmente la planata quando le condizioni lo consentono.

Ma la ricerca della velocità non viene separata dal controllo. I doppi timoni contribuiscono a mantenere governabilità e stabilità anche quando la barca accelera o aumenta l’angolo di sbandamento.

È probabilmente qui che il First 30 cerca la propria identità: non rendere la vela più estrema, ma permettere a un numero maggiore di persone di scoprire una parte particolarmente divertente della navigazione.

Due pozzetti per due modi di navigare

Un’altra scelta interessante riguarda il pozzetto. Beneteau propone infatti due differenti configurazioni, una maggiormente orientata alla crociera e al day sailing e una dedicata a chi desidera utilizzare la barca anche in regata.

Nella versione cruising, la zampa di gallina della randa e il sistema di scotta alla tedesca liberano quasi completamente il pavimento del pozzetto. Le manovre rimangono facilmente raggiungibili, mentre lo spazio centrale può essere utilizzato più comodamente quando la barca è ferma.

La configurazione racing introduce invece un trasto della randa e un sistema di regolazione più preciso, creando una zona specificamente dedicata al lavoro dell’equipaggio.

La barca quindi non cambia soltanto equipaggiamento. Cambia in parte il modo in cui viene vissuto lo spazio.

9,35 metri che possono diventare una piccola casa sul mare

Sottocoperta il First 30 cambia atmosfera.

Gli interni sono volutamente semplici, ma permettono a quattro persone di dormire in due cabine. La cabina di prua offre dimensioni significative per una barca di questa lunghezza e anche la dinette può essere utilizzata come ulteriore superficie per dormire.

La cucina dispone di fornello a gas basculante e può essere completata con frigorifero. L’altezza interna raggiunge 1,85 metri, mentre è presente anche un bagno con WC marino.

Ci sono poi soluzioni più leggere e funzionali, come porte pieghevoli magnetiche, armadi tessili rimovibili e un’estensione ripiegabile della cucina.

Sono dettagli coerenti con la filosofia generale: evitare peso e complessità quando non sono necessari, senza rinunciare a ciò che serve realmente durante una crociera.

Una barca che non chiede forza fisica

Uno degli aspetti sui quali Beneteau insiste maggiormente è la facilità di utilizzo.

Coperta, disposizione delle manovre e dimensionamento dei winch sono stati studiati per ridurre lo sforzo necessario durante la conduzione. È un tema importante perché spesso una barca performante viene automaticamente associata a equipaggi esperti, numerosi e fisicamente preparati.

Il First 30 cerca di ridurre questa distanza.

L’obiettivo non è eliminare la competenza necessaria per navigare bene, ma costruire una barca nella quale le prestazioni non diventino automaticamente sinonimo di maggiore difficoltà.

È una filosofia che può renderla interessante tanto per un velista esperto che desidera una barca più semplice e immediata, quanto per chi sta entrando nel mondo della vela sportiva.

Piccola, ma con ambizioni da mare aperto

Il First 30 misura 9,35 metri di lunghezza e 2,99 metri di baglio, con un dislocamento leggero dichiarato di 3.040 kg.

Sono disponibili due pescaggi: 1,68 metri nella versione più contenuta e 1,98 metri nella configurazione più profonda. Il serbatoio carburante contiene 40 litri, quello dell’acqua dolce 100 litri e la potenza massima prevista per il motore ausiliario è di 14 CV.

Più significativo, tuttavia, è il dato relativo alla certificazione: CE A2/B6. Per una barca di trenta piedi significa che il progetto non è pensato esclusivamente per navigazioni costiere o per brevi uscite giornaliere.

Naturalmente dimensioni e autonomia impongono considerazioni differenti rispetto a yacht più grandi, ma la base progettuale mantiene una vocazione che va oltre il semplice day sailing.

Un nome che arriva dal 1977

First 30 non è un nome nuovo per Beneteau.

Il cantiere richiama direttamente il First 30 del 1977, un modello che contribuì a costruire la reputazione della gamma First e a rendere riconoscibile quella combinazione tra crociera e performance che sarebbe rimasta centrale nella famiglia.

Il nuovo modello non prova però a replicarne forme o soluzioni.

Quasi cinquant’anni dopo, interpreta la stessa idea attraverso carene moderne, maggiore leggerezza, doppi timoni, ergonomia aggiornata e una concezione diversa degli interni.

L’heritage rimane quindi nel nome e nella filosofia, non nella nostalgia.

Forse la vela ha bisogno anche di barche così

Il First 30 arriva in un momento nel quale parte della nautica continua a crescere in dimensioni, sistemi e complessità.

Qui il percorso è quasi opposto.

Una barca relativamente compatta, interni essenziali, equipaggio ridotto e una carena progettata soprattutto per far ricordare che navigare a vela può essere semplicemente molto divertente.

Il Mediterraneo, con distanze spesso brevi tra un porto, una rada e un’isola, sembra un ambiente naturale per una filosofia di questo tipo. Una settimana di piccola crociera può convivere con un pomeriggio di vela veloce e, con la configurazione giusta, anche con una regata.

Forse è proprio questo il punto più interessante del First 30: non chiedere al proprietario di scegliere in anticipo che tipo di velista vuole essere ogni volta che sale a bordo.

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10 Settembre 2026
© Redazione Y-MAG
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