Per Max Sirena, la Coppa America 2027 non sarà semplicemente un’altra edizione della competizione più antica della vela internazionale. Sarà la prima disputata in Italia, davanti a un pubblico italiano, con Luna Rossa chiamata ancora una volta a rappresentare un Paese intero.
Il suo obiettivo non lascia spazio a interpretazioni: portare il trofeo in Italia.
Dietro questa ambizione c’è però qualcosa che va oltre il risultato sportivo. C’è un rapporto con Luna Rossa costruito in quasi trent’anni, un legame personale con Patrizio Bertelli e la consapevolezza che Napoli potrà trasformare la Coppa in qualcosa di più grande di una serie di regate.
Luna Rossa come una seconda famiglia
Sirena parla del team italiano con parole che raramente appartengono al linguaggio tecnico dello sport.
Luna Rossa è per lui una seconda famiglia, quasi una seconda madre. Un progetto nel quale carriera, relazioni personali, vittorie e sconfitte sono ormai difficili da separare.
È anche il motivo per cui la sfida del 2027 avrà un significato particolare. Dopo decenni trascorsi inseguendo la Coppa in diverse parti del mondo, il team italiano potrà affrontarla per la prima volta nelle proprie acque.
Per Sirena significa anche assumersi una responsabilità maggiore. Luna Rossa non rappresenterà soltanto un team velico, ma un movimento tecnico e sportivo chiamato a portare in mare i colori italiani davanti al proprio pubblico.
La Coppa si vince anche prima di entrare in acqua
L’America’s Cup è spesso raccontata attraverso velocità, foil, manovre e innovazione tecnologica. Ma Sirena ricorda che una parte importante della competizione si gioca lontano dal campo di regata.
Decisioni tecniche, sviluppo, organizzazione del team e capacità di interpretare gli avversari possono modificare profondamente ciò che accadrà poi sull’acqua.
È una competizione nella quale anche la componente psicologica assume un peso particolare. Ogni dettaglio può diventare informazione, ogni scelta può esercitare pressione sugli altri team e ciò che accade a terra può finire per determinare il risultato sportivo.
La regata preliminare di Napoli avrà anche questa funzione: osservare, confrontare e capire quanto siano cambiate le forze in campo lungo il percorso verso il 2027.
Napoli avrà una prima prova generale
Dal 24 al 27 settembre 2026, la Baia di Napoli ospiterà la Louis Vuitton 38th America’s Cup Preliminary Regatta, secondo appuntamento della Road to Naples dopo la regata disputata in Sardegna.
Le competizioni utilizzeranno gli AC40 one-design, capaci di superare i 40 nodi. Dopo la giornata ufficiale di practice del 24 settembre, sono previste fino a tre regate di flotta venerdì 25, altre tre sabato 26 e fino a due domenica 27, prima del match race finale tra i due migliori team.
Per Luna Rossa sarà anche l’occasione per provare a confermare quanto mostrato nella prima regata preliminare del ciclo, disputata in Sardegna.
Ma soprattutto sarà possibile iniziare a conoscere un campo di regata destinato a diventare familiare. Luna Rossa ha già iniziato ad allenarsi nelle acque napoletane con due AC40, anticipando parte del lavoro necessario per comprendere condizioni e caratteristiche del Golfo.
Regatare davanti alla città
Napoli non sarà soltanto lo sfondo dell’evento.
Il campo di regata sarà vicino alla costa e gran parte dello spettacolo potrà essere seguito dal lungomare. Il Race Village sarà ad accesso gratuito e accompagnerà le giornate della Preliminary Regatta con le attività dei team e le dirette delle competizioni.
È un elemento che può modificare profondamente il rapporto tra America’s Cup e pubblico.
Le barche moderne della Coppa sono oggetti tecnologici estremamente complessi e velocissimi, ma un evento disputato così vicino alla città può renderle visibili anche a chi normalmente non frequenta il mondo della vela.
Sirena considera proprio il pubblico italiano e il calore di Napoli uno dei possibili valori aggiunti della competizione.
Portare la vela anche lontano dal mare
Nel suo racconto della Coppa America, Sirena insiste inoltre su un tema meno spettacolare ma probabilmente più importante nel lungo periodo: i giovani.
L’obiettivo non è soltanto avvicinare alla vela chi già vive vicino a un porto o frequenta uno yacht club, ma raggiungere anche bambini e ragazzi che hanno poche occasioni per entrare in contatto con il mare.
La vela, nella sua visione, diventa così una scuola di vita: insegna responsabilità, lavoro di squadra, capacità di affrontare condizioni che cambiano e rispetto per l’ambiente nel quale si naviga.
Un evento della dimensione dell’America’s Cup può diventare quindi uno strumento per creare curiosità prima ancora che nuovi velisti.
Una Coppa che cambia anche a bordo
Il ciclo della 38th America’s Cup introduce inoltre una trasformazione importante nella composizione degli equipaggi e nel percorso che porta verso la competizione.
Le Preliminary Regattas con gli AC40 consentono infatti ai team di schierare anche equipaggi Women & Youth, inserendo donne e giovani in maniera sempre più strutturata all’interno delle campagne di Coppa.
Per Sirena questo rappresenta un passaggio storico.
Non è soltanto una questione di partecipazione, ma di costruzione di una nuova generazione di atleti e professionisti che potrà avere un ruolo sempre più importante nelle future edizioni dell’America’s Cup.
Bagnoli, la Coppa oltre la vela
C’è infine un altro elemento che rende Napoli 2027 differente da molte precedenti edizioni.
La Coppa America si inserisce nel processo di trasformazione dell’area di Bagnoli, una zona rimasta per decenni al centro di progetti di riqualificazione e riconversione.
Secondo Sirena, un evento internazionale di questa portata può contribuire ad accelerare processi che vanno ben oltre la manifestazione sportiva.
Per la regata preliminare del 2026 i team saranno ospitati nell’area di Nisida, mentre il percorso verso il 2027 procede parallelamente ai lavori destinati alla grande manifestazione dell’anno successivo.
È forse questo uno degli aspetti più interessanti della Coppa napoletana: il mare diventa il centro dell’evento, ma le conseguenze possono arrivare molto più lontano dalla linea di partenza.
Il sogno italiano davanti al Vesuvio
La 38th America’s Cup rappresenterà un passaggio storico: per la prima volta il Louis Vuitton Cup e l’America’s Cup Match saranno disputati in Italia, nelle acque di Napoli, con il Vesuvio e il lungomare a costruire uno scenario difficilmente confondibile con qualsiasi altra edizione.
Per Luna Rossa sarà anche la possibilità di affrontare il sogno inseguito per quasi trent’anni nel luogo dove probabilmente sentirà più forte che mai il sostegno del pubblico.
Max Sirena è convinto che possa diventare la Coppa America più bella di sempre.
Per sapere se sarà anche quella che l’Italia aspetta da tanto tempo bisognerà attendere il 2027.
A Napoli, intanto, il conto alla rovescia è già cominciato.
11 Settembre 2026
© Redazione Y-MAG
Max Sirena, Napoli e il sogno di Luna Rossa
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