Con l’Oyster C60, Oyster Yachts entra per la prima volta nel segmento dei catamarani a vela. Presentato il 9 settembre 2026 al Cannes Yachting Festival, il nuovo multiscafi di 19,42 metri nasce dalla collaborazione con Berret-Racoupeau e trasferisce su una piattaforma a due scafi l’esperienza maturata dal cantiere britannico nella navigazione d’altura.
Un nuovo capitolo per Oyster
Il C60 rappresenta un passaggio significativo per un marchio tradizionalmente legato ai grandi monoscafi da crociera. Il progetto è stato sviluppato dopo un periodo di ricerca e confronto con armatori Oyster, precedenti clienti passati ad altre tipologie di yacht, potenziali proprietari e mercato.
L’obiettivo dichiarato dal cantiere non è sostituire la gamma di monoscafi, che continuerà a costituire il nucleo dell’offerta Oyster, ma affiancarle una soluzione destinata a chi cerca maggiore spazio, stabilità e continuità tra ambienti interni ed esterni.
Un catamarano pensato per la navigazione oceanica
Il progetto di Berret-Racoupeau parte dalle esigenze della crociera a lungo raggio. Il C60 ha una lunghezza fuori tutto di 19,42 metri, una larghezza di 9,35 metri e un pescaggio di 1,70 metri. Il dislocamento leggero dichiarato è di 30.000 kg.
L’architettura prevede fino a un metro di luce sotto il bridgedeck, bordo libero elevato, sovrastruttura dal profilo contenuto, derive fisse e paratie prodierie stagne. Secondo Oyster, queste soluzioni sono state sviluppate per affrontare le condizioni proprie delle lunghe navigazioni e aumentare la protezione dei sistemi propulsivi e di governo.
La motorizzazione indicativa è affidata a due unità da 110 hp. I serbatoi prevedono 1.000 litri d’acqua e 1.200 litri di carburante, con ulteriori 600 litri disponibili secondo la configurazione indicata dal cantiere.
110 metri quadrati tra interno ed esterno
Uno degli elementi centrali del progetto è l’organizzazione dello spazio. Oyster dichiara circa 110 m² di superfici interne ed esterne collegate, con una distribuzione studiata per alternare aree comuni e zone più riservate.
A poppa, due piattaforme bagno abbattibili e il sistema centrale per il tender possono creare una zona direttamente a contatto con l’acqua. Grandi aperture collegano pozzetto e salone, mentre un bar serve entrambi gli ambienti.
A prua trova posto un lounge ribassato direttamente collegato al salone. Sul flybridge sono concentrati due posti di governo e i principali comandi della barca, mantenendo attorno alle postazioni spazi destinati alla vita a bordo.
Cabine, privacy e vita a bordo
La cabina armatoriale è separata dalle aree dedicate agli ospiti e all’equipaggio e dispone di accesso diretto verso poppa. Le caratteristiche finestre panoramiche utilizzate da Oyster sui propri yacht vengono reinterpretate anche sul C60.
La configurazione illustrata dal cantiere comprende inoltre tre cabine ospiti con bagno privato e alloggi dedicati all’equipaggio, con percorsi separati e diverse possibilità di organizzazione della cucina.
L’ampia superficie disponibile sulla sovrastruttura consente anche l’installazione di una significativa capacità fotovoltaica. Abbinata all’accumulo in batterie, secondo Oyster può limitare l’impiego del generatore e quindi il consumo di carburante durante la permanenza a bordo.
Il contributo di Berret-Racoupeau
Per sviluppare il suo primo catamarano, Oyster ha scelto uno studio con una lunga esperienza nel settore dei multiscafi. Il lavoro di Olivier Racoupeau e del team Berret-Racoupeau ha riguardato non soltanto la disponibilità di spazio, ma anche proporzioni degli scafi, comportamento in navigazione, visibilità, gestione delle vele, accessibilità agli impianti e utilizzo del tender.
La superficie velica di bolina dichiarata raggiunge 234 m², suddivisa tra una randa da 122 m² e un genoa da 112 m². La configurazione degli scafi e il ridotto angolo di sbandamento tipico del multiscafi puntano a rendere più stabile la vita a bordo durante le lunghe percorrenze.
Oyster amplia il proprio modo di interpretare la crociera
Il C60 non segna l’abbandono del monoscafo da parte di Oyster. Lo stesso cantiere ha precisato che i sailing yacht tradizionali continueranno a essere centrali nella propria gamma.
Il nuovo catamarano allarga piuttosto il campo di applicazione di una filosofia costruita intorno alla navigazione a lungo raggio. Per Oyster significa entrare in un segmento diverso mantenendo al centro autonomia, organizzazione degli spazi e utilizzo reale della barca in crociera, elementi sui quali si misurerà l’identità del C60 quando il progetto passerà dalla presentazione alla navigazione.
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oysteryachts.com
25 Settembre 2026
© Redazione Y-MAG
Oyster C60, il primo catamarano a vela del cantiere britannico
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